STORIA DELLO SCI

Sebbene la storia dello sci sia plurimillenaria (i più antichi sci rinvenuti risalgono al VII millennio a.C.), lo sci alpino in senso moderno iniziò a svilupparsi soltanto a partire da metà del XIX secolo[1], quando furono introdotti attrezzi in grado di facilitare l'esecuzione delle curve in discesa. Nel 1840, a Schreiberhau (l'odierna Szklarska Poręba), è attestato l'uso di sci fatti esclusivamente per la discesa[1]; nel 1850 il norvegese Sondre Norheim elaborò la tecnica del telemark, presentata ufficialmente a Oslo nel 1866, e nel 1870 elaborò i primi sci configurati in senso moderno[2], anche se si trattava ancora di sci nordici (a tallone libero) e non da sci alpino in senso stretto.

Un gruppo di sciatori in Canada nel 1887, ancora con il bastoncino singolo.
Manifesto pubblicitario dell'edizione del 1869 delle gare di La Porte.

Già nel 1861, tuttavia, sono attestate competizioni di sci alpino, a La Porte negli Stati Uniti, anche femminili. Sulle Alpi, l'esordio dello sci come attività sportiva viene fatto risalire al 1864, quando l'albergatore di Sankt Moritz (Svizzera) Johannes Badrutt aprì la sua struttura ricettiva anche in inverno e vi invitò i suoi abituali clienti inglesi, fino ad allora solo villeggianti estivi, scommettendo che avrebbero trovato le attrattive invernali della località divertenti quanto quelle estive. All'anno successivo risale il primo incidente sciistico ricordato, una gamba rotta in Norvegia, mentre è del 1866 l'introduzione dei due bastoncini in gara. Negli anni settanta, ottanta e novanta del XIX si diffusero la prime fabbriche di sci e i primi sci club in Europa, Nordamerica e Oceania[1]. Iniziavano intanto a prendere forma quelle che sarebbero divenute le "classiche" dello sci alpino.

Nel 1896 l'austriaco Mathias Zdarsky scrisse Alpine Lilienfelder Ski-lauf Technik, il primo manuale di sci alpino, mentre nel 1910 il suo connazionale Hannes Schneider elaborò un nuovo movimento per curvare (la "tecnica Arlberg"), che si staccava nettamente dalla tradizione del telemark e si avvicinava recisamente a quella dello sci alpino moderno[1][2].

Intorno agli anni venti del XX secolo la fase pionieristica dello sci alpino iniziò a sedimentare le sperimentazioni dei decenni precedenti e a codificare stabilmente la disciplina[3]; nel 1924 venne fondata la FIS[2]. Il nuovo sport tuttavia non fu presente alla prime tre edizioni dei Giochi olimpici invernali e fece il suo debutto soltanto a Garmisch-Partenkirchen 1936, con la sola specialità della combinata (sia maschile sia femminile). I primi Campionati mondiali di sci alpino furono invece disputati a Mürren, in Svizzera, nel 1931, dove dieci anni prima si era disputato il primo slalom speciale[2].

Con il secondo dopoguerra lo sci alpino uscì definitivamente dalla sua fase pioneristica ed entrò in quella moderna; non più passatempo per genti di montagna o per ricchi turisti, divenne sport, se non di massa, almeno diffuso in sempre più ampi strati di popolazione nei Paesi toccati da montagne adatte. A contribuire a tale successo furono il diffondersi, in Europa e Nordamerica, di stazioni sciistiche attrezzate, soprattutto con impianti di risalita, e di collegamenti ferroviari e stradali che consentivano di raggiungerle in tempi brevi anche partendo dalle città di pianura. Un contributo decisivo venne anche dall'evoluzione tecnica dell'equipaggiamento: sia dell'abbigliamento, che divenne impermeabile e a miglior tenuta contro il freddo, sia degli stessi sci, che dal tradizionale legno massiccio passarono a essere costruiti con nuovi materiali (alluminio prima, materie plastiche poi) in grado di renderli più facili da maneggiare e più economici all'acquisto[3].

A decretare il successo di pubblico dello sci alpino come disciplina agonistica fu, in modo determinante, la televisione: i VII Giochi olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo 1956 furono i primi a essere interamente trasmessi sul piccolo schermo[1]. Dieci anni dopo la FIS organizzò la prima Coppa del Mondo di sci alpino, circuito internazionale che ogni anno, durante l'intera stagione invernale, vede i migliori sciatori alpini confrontarsi in una serie di gare disputate nelle principali stazioni sciistiche europeee, nordamericane e asiatiche (con sporadiche tappe in Sudamerica e Oceania); ai piazzamenti ottenuti in gara viene attribuito un punteggio, attraverso il quale si determinano i vincitori delle due Coppe del Mondo generali (una maschile e una femminile) e delle varie Coppe del Mondo di specialità.